APPELLO PER LA SCUOLA

AI DIRIGENTI DELLA SCUOLA DELLA PROVINCIA DI ROMA

 
Ancora una volta si ripete lo stanco rito delle occupazioni delle scuole.
Riteniamo importante ribadire le nostre posizioni su questo annoso problema e vi preghiamo, pertanto, di diffondere nel modo più ampio possibile il nostro “Appello per la scuola”

APPELLO PER LA SCUOLA

 
- La scuola è un bene della comunità, una risorsa di tutti i cittadini
 
- Fare scuola significa motivare gli studenti allo studio, facendo leva sulla loro curiosità intellettuale, sulla loro collaborazione, sul loro impegno
 
- La scuola deve diventare palestra di democrazia, aperta a tutti
 
- La scuola deve sviluppare e garantire la legalità, intesa come responsabilità verso se stessi e verso gli altri
 
- La scuola deve essere luogo di partecipazione non formale e non di pochi
 
Per questo noi diciamo SI:
 
- ad una scuola che abbia come fine la crescita di studenti istruiti, formati nella personalità e cittadini di una comunità libera e consapevole
 
- ad un’autonomia viva e vitale, che si alimenti di:
 
Ø partecipazione degli studenti, apertura alle loro proposte ed alla loro creatività
Ø valorizzazione dei docenti nella pienezza della loro funzione, anche di supporto alla crescita ed alla autoorganizzazione dei giovani
Ø ruolo attivo e di garanzia dei capi di istituto
 
- ad una scuola che comprenda spazi di didattica flessibile ed in rapporto con il territorio
 
- ad un sistema di regole democraticamente condivise, in cui trovino posto la discussione, la critica ed il dissenso
 
- ad un dibattito vero su problemi concreti: stato dei locali scolastici, dotazioni finanziarie, recupero degli studenti in difficoltà, servizi di supporto assicurati da specialisti
 
Per questo noi diciamo NO:
 
- alla compressione degli spazi di legittima autodeterminazione delle scuole
 
- ai condizionamenti burocratici e centralistici che offendono la libertà delle scuole, degli insegnanti, degli studenti
 
- alle sterili quanto infinite discussioni sulle problematiche della scuola, usate spesso come alibi per non cambiare nulla
 
- all’inganno educativo che lascia credere che tutto sia consentito e privo di conseguenze
 
- all’appropriazione della scuola da parte di alcuni, sottraendone la fruizione ad altri
 
- alla liturgia delle occupazioni come rito obbligato dell’autunno, che deresponsabilizza gli adulti mentre priva i giovani del loro contributo e del loro sostegno